Sistemi modulari per il rilevamento delle perdite d’acqua

La sicurezza è la prima fonte di preoccupazione per le aziende che operano nel settore dei combustibili petroliferi, e al secondo posto si colloca la protezione dell'ambiente. In entrambe queste aree il quadro normativo diventa sempre più rigoroso, perciò chi svolge attività di produzione, trasporto, stoccaggio, raffinazione o consumo di combustibili deve prendere in considerazione le potenziali conseguenze di una perdita.

In alcune situazioni è relativamente semplice prevedere la possibile origine di una perdita. I pozzetti per valvole, le vasche di contenimento o le pozze di raccolta rappresentano posizioni ideali per il collocamento di una sonda di combustibile ad azione rapida. La possibilità di sapere rapidamente che si sta creando un accumulo indesiderato di combustibile in una certa area può essere determinante per evitare incidenti catastrofici o costosi interventi di ripristino.

È un errore pensare che una perdita “lenta” sia anche “piccola”. Una perdita, anche se lenta, può determinare una fuoriuscita consistente se il sistema di rilevamento è poco sensibile e non riconosce le perdite al di sotto di una data soglia o di una data percentuale del flusso. Sono fin troppo numerose le perdite che vengono rilevate solo quando si sente l'odore del combustibile, o dopo che l'acqua superficiale o sotterranea è ormai stata contaminata.

Sistema di rilevamento delle perdite di combustibile

nVent Thermal Management offre soluzioni di rilevamento del combustibile che permettono di identificare le fuoriuscite prima che i danni diventino evidenti.

Il sistema nVent TRACETEK per il rilevamento delle perdite di combustibili è costituito dai seguenti componenti di base:

  • Cavi sensibili – questi cavi permettono di rilevare le perdite e le infiltrazioni sotterranee o superficiali prima che raggiungano dimensioni considerevoli.  Sono inoltre in grado di segnalare la posizione della perdita al contatore più vicino.
  • Sonde – rilevano la presenza di chiazze di combustibile sull'acqua, su superfici piane come i basamenti delle pompe o in profondità, ad esempio nelle vasche di raccolta o nei pozzetti per valvole. Le sonde reagiscono istantaneamente anche agli strati sottili di combustibile, e possono essere resettate, riutilizzate e perfino “testate sul bagnato”.
  • Moduli di interfaccia dei sensori (SIM) e pannelli di allarme – questi elementi sono progettati per fornire energia ai cavi sensibili e alle sonde, monitorare le loro condizioni e segnalare la presenza e la posizione di eventuali perdite agli operatori e ad altri sistemi di allarme e supervisione.

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